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Basilica Santuario Maria SS. della Coltura
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I luoghi della Coltura

Il Monumento di Contrada “Pane”
SP361 Maglie - Gallipoli
E' tradizione che nella spianata Le pane della corte, nel sito detto Cutura, fu trovata, arandosi, la mozza lapide, su cui è dipinta a fresco l'immagine della nostra Protettrice. Come il rostro dell'aratro appuntò la lapide, i buoi si inginocchiarono.
Il 29 aprile 1990 è stato inaugurato il Monumento dedicato alla Madonna della Coltura sito nelle campagne della città di Parabita, in Contrada “Pane”. Il Monumento sorge all'ingresso della città, provenendo da Gallipoli ed è immerso nel verde delle campagne salentine. Il luogo è più simbolico che storico: infatti, non fa riferimento al sito del rinvenimento del Monolito, ma richiama la campagna dove fu ritrovata la sacra Immagine. Il Monumento venne inaugurato dal cardinale Corrado Ursi, Arcivescovo emerito di Napoli, alla presenza di mons. Aldo Garzia, mons. Francesco Minerva e mons. Antonio Rosario Mennonna. Il sito sorge sul terreno donato da Matilde Ravenna Mongiò e il monumento è stato realizzato su progetto dell'Arch. Paola Chiatante di Roma.
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Chiesa Matrice
Piazza Umberto I
I popolani accorseri all'annunzio del vecchio aratore, scovrirono l'effigie di Maria avente fra le braccia il Bambino che le sorride carzzandola, ed ella cogli occhi al popolo rivolti parea dicesse loro - è di voi che mi occupo: e poi i devoti tutti lieti e festanti se la recarono al villaggio.
La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, il cui primo nucleo risale al XIII secolo, si trova nel cuore della città antica. Qui, una volta rinvenuto il Monolito, venne solennemente intronizzato sull'altare maggiore. Secondo la tradizione, il giorno successivo la Sacra Immagine non era più presente nel sacro tempio, ma fu rinvenuta in mezzo ai campi. L'episodio viene rievocato ogni anno durante i solenni festeggiamenti civili, quando il Simulacro viene traslato in chiesa matrice e qui sosta per tutta la giornata della domenica, unitamente ai santi compatroni Rocco e Sebastiano.

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La Basilica Santuario
Piazza Regina del Cielo
Ma la notte scompare e “qui” dice "voglio un trono ed un tempio novel". Quindi eressero a pochi passi dall'abitato la Cappella, sul cui altare incastrarono questo antico dipinto, ove conservasi in buono stato.
La Basilica sorge su una precedente chiesa degli inizi del XVII secolo, a sua volta sorta sulle rovine di un'antica cappella del XIV secolo. La semplice cappella seguì il variare degli stili architettonici, venendo arricchita di archi e pilastri durante il XVII secolo. Nel medesimo periodo l'immagine della Madonna venne coperta da un'ogiva in carparo che ne cancellò praticamente l'esistenza per almeno tre secoli e mezzo.

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