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Basilica Santuario Maria SS. della Coltura
Ordine dei Frati Predicatori
Piazza Regina del Cielo, 1 - 73052 Parabita (LE)
Tel. 0833593217 - email info@madonnadellacoltura.it
www.madonnadellacoltura.it
Altre opere
Acquasantiere
Le due vasche ovoidali, collocate a ridosso degli ingressi laterali della Basilica, contengono le acquasantiere. Le opere sono realizzate in marmo e decorate con motivi vegetali; presentano bordi a sezione convessa e postergali eptagonali ornati con motivi a intreccio lungo il perimetro, oltre al rilievo di un gruppo di volatili che si abbeverano.
L’opera è di Luigi Antelmi di Neviano (LE) ed è stata realizzata nella prima metà del Novecento.
Dello stesso autore sono anche le due basi quadrangolari, decorate con motivi vegetali, con fusti tortili e capitelli decorati da elementi fogliacei. Le vasche emisferiche, lavorate a bassorilievo con girali vegetali e bordi a sezione convessa, svolgono anch’esse la funzione di acquasantiere e sono collocate a ridosso delle due colonne all’ingresso della Basilica.
Balconate
Sulle porte della Sacrestia e della sala confessioni sono presenti due balconate sorrette da mensole a sbalzo, decorate con motivi geometrici traforati. I parapetti sono composti da tre specchiature quadrate, anch’esse ornate con motivi geometrici e vegeto-floreali traforati, mentre le balaustre presentano decorazioni a motivi vegetali.
Prima dell’ampliamento, tali spazi erano riservati alla corale. Le opere sono state realizzate in pietra leccese da Francesco Sodo intorno agli anni Trenta del Novecento.
Basamento del Monolito
Il basamento che sostiene il Monolito della Madonna della Coltura è stato realizzato da Augusto Ambrosini nel 1930, su donazione di Vincenzo Gerbino.
Si tratta di un basamento quadrangolare modanato, con frontale architettonico; leoni stilofori sormontati da colonne lisce con capitelli corinzi; trabeazione decorata con motivi a dentelli e a intreccio floreale; frontone aggettante ornato con motivi vegetali e a fusarola.
Colonna di San Giuseppe e di San Pio
Le colonne che fungono da basamento per le statue di San Giuseppe e di San Pio sono state realizzate da Remo Natalino nel 1920. In origine, una delle due colonne era adibita ad ambone, prima della costruzione dell’attuale ambone in carparo.
L’opera presenta una base a sezione circolare, un fusto cilindrico con frontale architettonico, nonché un lettorile e un frontale fermalibro lisci.
Confessionali
I due confessionali antichi, collocati nelle navate laterali della Basilica, e la nicchia destinata alla statua processionale della Madonna della Coltura — un tempo confessionale e oggi adattata a nicchia, conservata nella Sala delle confessioni — sono opere in legno intagliato realizzate da Alberto Cacciapaglia nel 1940.
Il primo confessionale presenta un telaio architettonico composto da colonne lisce con capitelli corinzi e lesene su base modanata, arricchite da specchiature con motivi geometrici e decorazioni a palmetta. L’apertura è ad arco a tutto sesto, con ghiera ornata da motivi a dentelli e intrecci; lo sportello è liscio. La cornice di coronamento, di forma triangolare, reca il simbolo dell’Eucaristia sorretto da due figure angeliche.
Il secondo confessionale è caratterizzato da un telaio architettonico con colonne tortili e capitelli decorati con foglie d’acanto. Presenta sportello liscio, apertura ogivale con merlatura e coronamento triangolare con cornice decorata a motivi vegetali; al vertice si innalza una croce apicale con terminazioni trilobe.
La nicchia, anch’essa impostata su un telaio architettonico, è composta da colonne tortili con capitelli di ordine composito. Il coronamento triangolare è ornato da una cornice decorata con motivi a dentelli e a olive e culmina in una croce apicale con terminazioni trilobe.
Crocifisso
Il crocifisso ligneo collocato all’ingresso della Basilica, nella navata destra, è un’opera di grande intensità espressiva realizzata dallo scultore Ferdinando Demetz, maestro della tradizione lignea gardenese. L’opera colpisce per l’equilibrio tra realismo anatomico e profonda spiritualità, qualità che rendono il Cristo sofferente ma al tempo stesso composto, in un dialogo silenzioso con i fedeli che varcano la soglia del tempio.
La cura dei dettagli, la morbidezza delle linee e la resa attenta del volto testimoniano l’abilità tecnica dell’artista e la sua capacità di tradurre nel legno un’intensa meditazione sul mistero della Passione. L'opera venne realizzata nel 1937 e benedetta privatamente il 10 ottobre dello stesso anno.
Mensa d'altare
La mensa d’altare raffigura Cristo benedicente affiancato dai quattro Evangelisti. Ai lati si sviluppano eleganti motivi floreali, al cui centro campeggia la croce, elemento che richiama la croce alberata collocata sui tre lati del Monolito, creando così un coerente dialogo simbolico tra le diverse parti del complesso.
L’opera fu inizialmente commissionata nel 1919 al professor Giuseppe Giovaruscio della Regia Scuola Artistica Industriale di Lecce. Tuttavia, a causa dell’aumento dei costi dei materiali e del probabile ridimensionamento del compenso, l’artista rinunciò all’incarico. Il lavoro venne quindi affidato al suo giovane allievo Cesare Marino che, con la collaborazione dell’architetto Napoleone Pagliarulo, portò a compimento l’opera nel 1921.
Sede
La sede del presidente è stata realizzata in marmo nella prima metà del Novecento.
È costituita da un basamento mistilineo; braccioli a pilastrini decorati con protomi leonine e motivi a corda; specchiature sul fronte ornate con motivi geometrici, volute e intrecci. Lo schienale, di forma triangolare, presenta decorazioni a ovoli e foglie lanceolate, con al centro lo stemma dell’Ordine Domenicano realizzato in mosaico.
I sedili laterali hanno base quadrangolare modanata e specchiature decorate sui quattro lati con motivi geometrici, a volute e intrecci.


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