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Basilica Santuario

Maria SS. della Coltura

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Basilica Santuario Maria SS. della Coltura

Ordine dei Frati Predicatori

Piazza Regina del Cielo, 1 - 73052 Parabita (LE)

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I canti

Responsorio alla Madonna della Coltura

 

Di autore e di epoca sconosciuti, il responsorio è caratterizzato da una melodia che ha un andante pastorale, che richiama la vita dei campi e pur nella sua semplicità trasporta l'animo alla preghiera. La parte letteraria richiama la devozione di questo popolo che coltiva la terra, di questo popolo semplice ed umile, ma fiero, che attraverso il lavoro, santificato dalla grazia di Dio, edifica la città terrena sotto la protezione di Maria.

Mariae ad Aram properent,
telluris huius incolae,
et cuncta quibus indigent
fidenti poscant pectore.


  O Diva parens Filium
  quam nos Patronam colimus
  intende votis supppicum,
  gratiamque a Jesu impetra.

 

Si quaerit imbrem villicus, 
non illa moras patitur;
Fructusque, tellus, pluvia
iuvante reddit uberes.

Si dira febris aestuat,
cito Mariam invoca:
quaeque te praemant aspera
occurrens illa sublevat.

Dum nos Mortales degimus,
pluchre tueri placeat:
vitaeque functos termino,
coeli beatis insere.

O Christe Fili Virginis,
cum Patre et Almo Spiritu,
exaudi nos, qui supplices,
Matris ad Aram sistimus.

Al trono di Maria
accorrano gli abitanti di questa terra,
e quanto ad essi occorre
lo chiedano con cuore fiducioso.


  O vera Madre di Dio,
  nostra venerata Patrona,
  accogli le nostre suppliche,
  e la grazia di Gesù impetraci.

 

Se l'acqua il contadino desidera,
prontamente risponde Maria;
e col favore della pioggia
la terra dà frutti ubertosi.

Se un'alta febbre brucia,
invoca presto Maria:
e da qualunque male che ti angustia,
Ella, accorrendo, ti solleva.

Finchè siamo sulla terra,
Le piaccia con amore difenderci:
e al termine della vita,
ci accolga tra i beati del cielo.

O Cristo Figlio della Vergine,
con il Padre e il Santo Spirito,
ascoltaci mentre preghiamo
davanti al Trono della Madre.

Dolce Madre

 

Dolce Madre, deh, guarda i tuoi figli,
stretti attorno a quest'ara sacrata.
Tu che sempre, in passati perigli,
li copristi con l'ampio tuo vel.

 

  O gran Vergine della Coltura,
  benedici il Tuo popolo fedel.

 

Un romito venuto da Oriente
qui raccolto in devota preghiera,
ti dipinse, felice veggente
di Bisanzio, con puro pennel.

Dall'Altissimo Madre potente,
da Parabita fosti elevata
protettrice di questa tua gente
con filiale ed eterno suggel.
 

Squilla squilla, devota campana,
manda l'eco per ville e cittadi,
dai vigneti e dai campi allontana
la tempesta e i terribili flagel.
 

Il perdono concedi e la pace
ai tuoi figli vicini e lontani;
tu che il Bene ci desti verace,
qui sospiro, poi gaudio nel ciel.

Stella del cielo

 

  Stella del cielo
  Regina degli uomini,
  Mamma della Coltura
  noi speriamo in Te.

 

Hai scelto questo popolo
per farne tua dimora.
Sui campi e sulle messi
risplende il Tuo sorriso,
Parabita ti acclama 
beata fra le donne,
e se cerca conforto
ricorre sempre a te.

La mistica coltura
che il Padre ha piantato
a Te è affidata
per renderla feconda.
E Tu Regina nostra
mostraci il Tuo Sguardo,
e noi saremo sempre
fedeli al Tuo Gesù.

Inno alla Madonna della Coltura

 

Su dal ciel vegli beata,
o Santissima Maria.
Delle gioie incoronata,
Madre nostra casta e pia.
La Tua grazia è onnipossente,
il Tuo Manto è immacolato:
sei Regina del creato
l'ideal della bontà.

 

  O Maria della Coltura,
  sei dei fiori il più bel fior.
  Sei la speme imperitura
  sei la vita e sei l'amor.

O gran Vergine Madre di Dio

 

        O Maria, quanto è dolce il Tuo viso,
  dal cielo ci guardi e ci doni Gesù.


O Vergine, Madre di Dio,

tutto il creato in Te gioisce.

Tutto l'universo canta in Te

e il nostro cuore esulta insieme a Te.

O Vergine, Madre di Dio,
porta del cielo e di salvezza,
a Te chiediamo pace ed umiltà,
uniti sempre nell'amore di Gesù.

O Vergine, Madre di Dio,
prendici per mano nel cammino:
non dimenticare i figli tuoi
in questa vita donata al Tuo Gesù.

Antico Inno alla Madonna della Coltura

 

Donna, che dell'Altissimo
Sei Madre, Figlia e Sposa,
Che sei tra i fior la mistica
Vaga, olezzante Rosa.
Vergine tra le Vergini,
Pura ed Immacolata,
Amabile, Ammirabile,
Donzella Intemerata,
 

       Da tempo remotissimo
       ognor di nostre Mura
       sei Tu la guardia vigile,
       Vergin de la Coltura.

Di Grazia adornatissima;
Vita, Dolcezza e Speme;
D'ogni virtude angelica
Raro, fecondo seme
Clemente. Pia, Castissima,
Potente, Predicanda:
Fedele, Prudentissima,
Vergine Veneranda,
 

        Il pio Villan scoprendoti
        in bella dipintura
        il portentoso Titolo
       Ti dié della Coltura.

Di Confessori, Martiri.
E d'Angeli Regina;
Gran Porta de l'Empireo;
La Stella Mattutina;
Vaso d'onor degnissime,
Specchio de la Giustizia;
di celestial Letizia,
Cagione ognor benefica.
 

      In questo suolo unanimi,
      dal colle a la pianura,
      noi t'invochiam col Titolo
      special de la Coltura.

 

Di David Torre eburnea;
ricca magion dorata,
di buon Consiglio prodiga,
di gran Sapienza ornata;
Salute, aiuto ai miseri;
Terrore de l'inferno,
Rifugio sicurissimo,
Arca del patto eterno.
 

      In fin di vita assistici
      con maternal premura,
      e in Paradiso guidaci,
      Maria de la Coltura.

Vivi degli Angeli, più bella e pura

 

Deh! di ferventi cantici
S'innailzi una preghiera
A Lei, che dalla gloria
D'angelicata sfera
Scende pietosa a tergere
Orfana d'ogni speme
Sopra il materne avel.

Quando fra noi di barbari
passò sanguinea guerra,
in quel furiar di secoli
Ella pregò sotterra;
Finchè dischiusa all'impeto
Di genuflessi buoi,
Madre s offerse a noi
Come per tutti in ciel.
 

O benedetta! I popoli
In ogni volger d'anno
A sciorre voti e lagrime
Qui supplici verranno;
S'avran da Te mercede,
pari all'eccelsa fede,
che lor sublima il cor.

Deh! nel fastoso tramite,
che ci travolge i sensi,
Tu ci rivela all'anima
di Dio gli spazi immensi,
ove è ghirlanda il mistico
legame che avvicina
Eva al tuo pié regina,
la polve al Creator.

 

         Vivi degli Angeli - più bella e pura.
         Vivi, pia Vergine - della Coltura.
         Come nel vortice - della tempesta
         sfolgora l'iride, - s'attuta il mar;
         così tu imporpora - l'ora che mesta
         Al nostro vivere - ultima appar.

Inno del Congresso

 

Su sorgete fedeli festanti
intrecciate corone di fiori
a Maria si levi, si canti
che Regina s'appella dei cuori.

         Genti redenti fulgida, Parabita s'estolle
         luce radiante rapida, raduna in se' le folle:
         Maria è incoronata Regina Immacolata.

Ove giacque silente e umiliata
volle un tempio ed un trono d'amore
e Coltura volesser chiamata
del Salento purissimo fiore.

Cara Vergine della Coltura
benedici i tuoi figli devoti
per la via, deh, ci guida sicura
e Gesù tu ci mostri nei cieli.

Antico inno alla Madonna della Coltura

 

Salve, o Vergin gloriosa,

Tu fra noi più che Regina

sei la Madre affettuosa

di chi geme nel dolor;

sei la stella mattutina

puro raggio del Signor.

 

L'Arca sei, che chiudi i fasti

della fe', della sventura,

che i furenti Iconoclasti

fero in noi rigermogliar;

quando il suol della Cutura

ti fu tomba, ti fu altar…

 

Al sorriso d'un mattino

rompe il solco l'aratore;

il fulgor d'un Cherubino

flette i bovi sul terren;

e la perla del Signore

dalle zolle furon ne vien.

 

Come nuvola d'incenso

si diffonde l'esultanza;

scioglie un cantico l'immenso

popol stretto intorno a te;

scioglie un canto, e in pia sembianza

sul paese muove il pie'.

 

Vergin fior della Coltura

ti chiamaron quelle genti;

picciol tempio fuor le mura

al tuo culto s'innalzò;

e la piena de' portenti

questo suolo fecondò.

 

Se si scaglia la bufera

sulla messe s su' vigneti,

se al pupillo in su la sera

manca il pan della pietà;

per te, o Vergine siam lieti,

l'iri e il pan non mancherà.

 

Nei perigli di una vita

da dolori fulminata,

Vergin santa tu ci addita

il sentir della virtù;

Tu che sei nostra Avvocata

presso il trono di lassù;

 

Tu che Madre, Figlia e Sposa

il creato osanna e adora;

Tu di Gerico la Rosa

trapiantata in questo suol;

Tu del mondo dolce aurora,

Tu più fulgida del sol.