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Basilica Santuario

Maria SS. della Coltura

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I Frati Predicatori

Era l’8 maggio 1955 quando, dopo un lungo periodo di assenza, i domenicani tornarono a calcare il suolo parabitano, prendendo possesso del convento adiacente alla Basilica Santuario della Madonna della Coltura. Da quel giorno, la loro presenza si è radicata nuovamente nel tessuto della comunità, intrecciandosi con la storia, la fede e le tradizioni di un popolo che da sempre ha riconosciuto nei frati non solo guide spirituali, ma anche instancabili seminatori di parola e misericordia. L'Ordine domenicano, fondato da san Domenico di Guzmán nel XIII secolo, si nutre dell’incontro tra verità e carità, nella convinzione – profondamente evangelica – che “la verità vi farà liberi” (Gv 8,32). I frati predicatori, con la parola e con la vita, si fanno strumenti di quella “veritas” che libera, illumina e orienta i cuori verso Cristo. Una verità da annunciare, ma anche da ascoltare nel silenzio dei confessionali, dove il ministero della riconciliazione rende concreta l’opera salvifica di Dio che “non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva” (Ez 33,11). Il legame tra i domenicani e Parabita, però, va ben oltre i confini del convento. È un vincolo che si è esteso e ramificato in tutto il Salento, attraverso due canali fondamentali del carisma domenicano: la predicazione e il Sacramento della riconciliazione. I frati hanno infatti portato la loro voce e il loro ascolto nelle parrocchie, nei santuari, nei momenti forti dell’anno liturgico, offrendo il dono della Parola e della riconciliazione a centinaia di fedeli in ogni angolo della provincia. Questa ricorrenza diventa allora occasione per riscoprire l’attualità del carisma domenicano: un ordine nato nel XIII secolo con la missione di predicare il Vangelo con intelligenza, passione e fedeltà, e che ancora oggi riesce a parlare al cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo. In un’epoca segnata da solitudine e frammentazione, in questo tempo giubilare, il confessionale è tornato a essere luogo di incontro e rinascita, mentre la predicazione si è fatta voce chiara e profonda che guida, scuote e consola.